Breve Spiegazione di Surat al-Fatiha

Breve Spiegazione di Surat al-Fatiha

(parzialmente tradotto e in parte sintetizzato dal Tafsir di Ibn Kathir)
Traduzione del Corano da http://www.corano.it

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso
La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi
il Compassionevole, il Misericordioso,
Re del Giorno del Giudizio.
Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.
Guidaci sulla retta via,
la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che [sono incorsi] nella [Tua] ira, né degli sviati.
Concisa introduzione e separazione in parti:
Recitandone la prima parte cioè i primi cinque versi (vv. 1-5), il fedele testimonia la sua fede nell’Unità di Allah (tawhid). Qualificando il Creatore con i Suoi attributi più belli, riconosce la Sua assoluta autorità su questo mondo e nell’al di là, Lo identifica come l’Unico e Solo degno di essere venerato. Nella seconda parte, cioè i versi 6 e 7, il fedele chiede col cuore ad Allah l’Altissimo di guidarlo sulla retta via e di allontanarlo dalla Sua disapprovazione, dalla Sua ira e da ogni forma di smarrimento.
Nomi con cui tale sura è nota:
È chiamata al-Fatiha, l’Aprente in quanto apre il Corano e tutte le preghiere iniziano con la sua recitazione.
È anche definita Ummul Qur’an, La Madre del Corano, e Ummul Kitab, La Madre del Libro, stando all’opinione della maggioranza degli studiosi. Questo è stato menzionato da Anas, comunque al-Hasan e Ibn Sirin non preferirono tale descrizione. Il suo nome Ummul Qur’an deriva dal fatto che essa rappresenti il primo capitolo scritto nel testo coranico e che ogni rak’ah della preghiera inizi con la sua recitazione [Sahih Bukhari , dalla traduzione inglese 6/1 capitolo 1].
Ibn Jarir at-Tabari disse che fu definita in tal modo perché il significato dell’intero Corano è riassunto in essa. Gli arabi solevano nominare le cose in un modo conciso che sintetizzasse qualcosa o che includesse la parte più saliente di esse come Umm, cioè Madre. Per ragioni simili viene anche definita al Qur’an Al-Adhim, il Grande Corano.
È anche definita Sab’ul Mathani, i sette versi ripetuti, perché i suoi versi appunto, sono frequentemente recitati e difatti recitati in ogni rak’ah della preghiera.
È anche definita al-Hamd, la Lodevole perché contiene menzione di Hamd proprio come al-Baqarah è nominata in tal modo perché contiene menzione della giovenca. Alcuni studiosi spiegano che al-Hamd costituisce il cuore della Sura al–Fatiha [As-Sindi, ‘Sharh-as-Sindi ‘ala ibn Majah’, numero 3790]
È anche nominata as-Salah, la Preghiera, perché il Profeta (pace e benedizioni su di lui) riportò dal suo Signore:
“Ho diviso la Fatiha in due parti proporzionate tra Me e il Mio servo, la prima parte Mi appartiene, la seconda è la sua e gli concederò quello che Mi chiede”. Quando il fedele recita: “La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi”, Allah dice: “il Mio servo Mi ha lodato.” (parte iniziale di un hadith qudsî, tali ahadith fanno parte delle rivelazioni che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ha dato al Messaggero (pace e benedizioni su di lui) senza ordinargli di includerle nel Corano. Questo hadith è riferito dagli Imam Muslim, Tirmîdhî, Abû Dâwud, Ibn Mâja, An Nasâ’î e Mâlik).
È anche nominata ash-Shifa’, la Cura.
È anche nominata ar-Ruqya, la Cura Spirituale. Il Messaggero di Allah (pace e benedizione su di lui) ha detto all’uomo che ha recitato la sura al-Fatiha come ruqya al capo della tribù: “e come facevi a sapere che essa è una ruqya?”. Egli disse “O Messaggero di Āllāh [me l’ha fatto intendere] qualcosa che ho sentito nel petto”.
Sufyaan bin Uyaynah la nominò al-Waaqiyah, la Protettrice.
Yahyaa bin Abu Katheer la nominò al-Kaafiyah, la Sufficiente.
Rivelazione:
La sua rivelazione avvenne a La Mecca.
Composizione:
Consiste di 7 versi.
Le virtù di sura al-Fatiha:
Muslim riferì da Abu Hurayra (che Allah ne sia compiaciuto) che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “Allah, Benedetto e Altissimo ha detto: “Ho diviso la Fatiha in due parti proporzionate tra Me e il Mio servo, la prima parte Mi appartiene, la seconda è la sua e gli concederò quello che Mi chiede”. Recitate la Fatiha – proseguì il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui). Quando il fedele recita: “La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi”, Allah dice: “Il Mio servo Mi ha lodato !”; quando il servo dice :”Il Compassionevole, il Misericordioso”, Allah dice: ” Il Mio servo Mi esalta”. Quando il servo dice: “Re del Giorno del Giudizio”, Allah dice: “Il Mio servo Mi rende gloria”. Quando recita: “Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto”, Allah dice: “Questo versetto è tra Me e il Mio servo, gli concederò quello che chiede” . Quando Lo si prega: “Guidaci sulla retta via, la via di coloro che hai colmato dei Tuoi doni , non di quelli che sono incorsi nella Tua ira, né degli sviati “, Allah dice: “Queste parole appartengono al Mio servo e gli concederò quello che chiede”. (Hadith qudsî, tali ahadith fanno parte delle rivelazioni che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ha dato al Messaggero (pace e benedizioni su di lui) senza ordinargli di includerle nel Corano. Questo hadith è riferito dagli Imam Muslim, Tirmîdhî, Abû Dâwud, Ibn Mâja, An Nasâ’î e Mâlik).
Validità della preghiera:
La maggior parte degli studiosi, tra i quali Malik, Ash-Shafi’i e Ahmad, ritiene che sia obbligatorio recitare la sura al–Fatiha nella preghiera e che la preghiera non sia valida senza di essa. La loro opinione si basa su numerose prove, tra cui i detti del Profeta (pace e benedizioni su di lui),
“Non c’è preghiera per colui il quale non recita l’Aprente del Libro” [Sahih Bulahri, dalla traduzione inglese 1/404 numero 723], Sahih Muslim [traduzione inglese 1/214 numero 771].
La regola dell’Isti’adhah (Cercare rifugio) prima dell’inizio della sua recitazione:
L’Isti’adhah consiste nel recitare: “A’udhu billahi min ash-Shaytanir-rajim”: “Cerco protezione ad Allah contro Satana il maledetto”.
Allah dice: “Mostrate perdono, godetevi quello che è buono e allontanatevi da ciò che è insensato. E se vi dovesse venire un cattiva intenzione a causa dei bisbigli di Shaytan allora cercate rifugio in Allah. Davvero Egli È Colui Che Tutto Ode e Tutto Conosce.” [Al-A’raf, 7:199-200]
La maggior parte degli studiosi concorda nel ritenere che la isti’adhah sia raccomandata ma non obbligatoria. Comunque si hanno narrazioni da ‘Ata bin Abi Rabah che sia obbligatorio recitarla durante la preghiera ed anche al di fuori della preghiera qualora si desideri recitare versi dal Libro di Allah.
Sura al-Fatiha verso per verso
“In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso” (versetto 1)
Questa formula si definisce Basmala, e si trova all’inzio di tutte le sure del Corano eccetto la sura 9. È un’invocazione ad Allah (gloria a Lui l’Altissimo) affinché accetti l’azione che segue. Tabari cita una tradizione riferita da Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui), secondo la quale le prime parole che Jibril (Gabriele, pace su di lui) rivolse a Muhammad (pace e benedizioni su di lui), furono: “Dì: mi rifugio in Allah, l’Audiente, il Sapiente, contro Satana il lapidato. Dì: bismi’Llahi ‘ar-Rahmani, ‘ar-Rahim”. La Basmala è composta di due parti, la menzione del Nome divino “bi-smi’ llahi” ( in nome di Allah) seguita da due delle qualità o attributi con i quali Allah Stesso (gloria a Lui l’Altissimo) ha voluto che Lo identificassero i Suoi servi : “ar-Rahman, ar-Rahim” (il Compassionevole, il Misericordioso). Pronunciando la prima parte della Basmala il musulmano dice: “Inizio la lettura nominando Allah”. Prosegue con i due aggettivi “Rahman” e “Rahim”, che derivano dallo stesso verbo che significa fare misericordia. Ci sono molti pareri a proposito della differenza tra questi due Nomi. Come accade sempre di fronte alla Grandezza dell’Altissimo (gloria a Lui) la scienza e la conoscenza umana non sono mai esaurienti e sufficientemente minuziose. Dovendo comunque proporre una traduzione, si accetta l’opinione di coloro i quali ritengono che “ar-Rahman” indichi la caratteristica divina di aver compassione per il creato, dunque “il Compassionevole” , e si rende “ar-Rahîm” come “il Misericordioso”. (da Corano.it)
“La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi” (versetto 2)
Il significato di hamd è lode e “atto a magnificare, esaltare, decantare”. Ha anche il significato di rida, o compiacimento, ed è l’opposto di dhamm, o biasimo e riprovazione. Il suo significato è più generico e inclusivo di quello di shukr, o ringraziare, perché lo racchiude, ma ha in più ulteriori sfumature e il significato di lode. Allo stesso tempo shukr è solo espresso come risposta ad un favore liddove hamd viene espresso sia come risposta ad un favore che nello stesso tempo ad una azione spontanea di dhikr. A tale rispetto ibn Abbas (che Allah ne sia soddisfatto) disse: “Al-Hamdulillah è l’affermazione di ogni [servo] riconoscente.”
“La lode [appartiene] ad Allah”. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “Non c’è niente che Allah ami più che la lode a Lui, per questo si è lodato da Se stesso dicendo “al-hamdu li-Llah”. La formula di cui si serve Allah (gloria a Lui l’Altissimo) significa “tutte le lodi appartengono ad Allah”, Egli è l’Unico degno di essere lodato.
La parola ar-Rabb può applicarsi soltanto ad Allah. È uno dei Nomi di Allah e significa Colui che Ar-Rabb è Colui Che alleva con amore e sostiene i Suoi servi attraverso la regolarizzazione delle faccende e garantendogli ogni tipo di favori e benedizioni. Più specificatamente, Egli è Colui Che alleva con amore e sostiene i suoi amici sinceri correggendone e purificandone i cuori, le anime e i comportamenti. Questo è il motivo per il quale le loro suppliche sono spesso fatte con questo Nobile Nome, perché essi bramano questo modo di essere allevati e sostenuti con amore. [As-Sa’di , ‘Taysir al-Karim ar-Rahman’,p.16]
Alamin ha svariati significati, è il plurale di alam (che rappresenta anch’esso un plurale, non ha alcuna forma singolare). Al-Fara’ e Abu Ubaydah dissero:
Al-Alam è un termine che si riferisce ad ogni cosa che possegga intelletto e cioè a quattro categorie di esseri: il genere umano, i Jinn, gli Angeli, e i demoni. Il termine alam non può designare il regno animale perché questo plurale si riferisce in modo specifico a coloro che posseggono un intelletto.
“il Compassionevole (ar-Rahman), il Misericordioso (ar-Rahim)” (versetto 3)
Come è già stato accennato sopra, queste sono due descrizioni di Allah l’Eccelso e due dei Suoi Bellissimi Nomi derivati da ar-Rahma (misericordia) in modo da esprimere significati intensi e molto profondi.
Ar-Rahman è più intenso di ar-Rahim in quanto ar-Rahman è Colui Che possiede una grazia ed una misericordia che si estendono a tutte le creature in questo mondo e ai credenti nell’al di là. Ar-Rahim d’altro canto è Colui Che provvede grazia che si estende soltanto ai credenti nel Giorno del Giudizio, così spiegano la maggioranza dei sapienti. Dalla discussione di ibn Jarir [at-Tabari] si può dedurre che c’è consenso su tale argomento e il commento di alcuni dei Salaf fa trapelare che a questa interpretazione sia stato dato un certo peso come afferma ibn Kathir.
“Re del Giorno del Giudizio” (versetto 4)
I recitanti hanno due modi diversi di recitare la prima parola di questo verso.
Nel primo caso si recita Malik, o Re. Stando a tale recitazione, la parola indica “re” e viene interpretata spiegando che in quel Giorno, la sovranità apparterrà ad Allah Solo e a nessun altro essere, anche se quest’ultimo soleva essere re sulla terra. Allah dice:
“del Giorno in cui compariranno e nulla di loro sarà celato ad Allah. A chi apparterrà la sovranità in quel Giorno? Ad Allah, l’Unico, il Dominatore.” (Corano, Sura Al-Ghafir, Il Perdonatore, 40:16)
Esiste una seconda possibilità, quella cioè di recitarla come Maalik, cioè il Padrone, che viene interpretato spiegando che in quel Giorno ogni cosa apparterrà ad Allah e nessun altro. Nessuno, infatti, potrà esprimere un’opinione oppure imporre una regola come soleva fare in questo mondo.
Allah dice:
“Il Giorno in cui lo Spirito e gli angeli si ergeranno in schiere, nessuno oserà parlare, eccetto colui cui il Compassionevole l’avrà permesso e che dirà cose vere.” (Corano, Sura an-Naba, L’annuncio, 78:38)
Entrambi i modi di pronunciare e recitare tale parola arrecano dei significati logici e validi.
La parola ‘yawm’ si riferisce ad un periodo di tempo. Nell’uso commune essa si riferisce al tempo tra l’inizio dell’alba e il tramonto. Può anche riferirsi ad una particolare porzione di tempo o ora in un giorno.
La parola ‘din’ qui significa ‘del computo, della resa dei conti’ o ‘ della ricompensa’.
Il Giorno in cui le creature saranno giudicate: il Giorno della Resurrezione. Egli li ricompenserà per le loro azioni, se esse furono buone ci sarà del bene, se essere furono cattive, ci saranno penose conseguenze, eccetto per quello che Egli Solo perdona, perché l’unico ordine [in quel Giorno] sarà il Suo ordine.
“Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.” (versetto cinque)
La prima parte del versetto: “Te noi adoriamo”, è l’attualizzazione del significato de ‘La ilaha illa Allah’ (non c’è nessuno degno di adorazione oltre Allah), in quanto il suo significato comprende una negazione ed un’affermazione.
L’aspetto che nega, “la ilaha”, significa la rimozione di ogni singolo oggetto di adorazione a parte Allah nell’atto di venerazione. L’aspetto che afferma, è contenuto nelle parole “illa Allah”, che significa dichiarare che Egli è il Signore dei Cieli e della Terra Solo per tutte le faccende di venerazione come è stato legislato dalla Shari’ah.
L’interezza della religione islamica ruota intorno a questi due concetti: i musulmani non venerano altri, se non Allah, e non ripongono la propria fiducia in altri o in nessuna cosa, se non Allah. Non c’è nessuna altra strada per la vittoria ed il successo se non nel tenersi saldamente a questi due pilastri.
Per questo motivo una dei Salaf disse: “Il segreto del Corano giace nella sura al-Fatiha e il suo segreto è il verso, “Te soltanto noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.””
“Te soltanto noi adoriamo” viene menzionato prima di “e a Te noi chiediamo aiuto” perché la venerazione è il fine prefisso e l’Aiuto di Allah è la strada, il percorso per raggiungere tale fine, dunque la cosa più importante è menzionata prima. Un’ ulteriore spiegazione fornita per spiegare l’ordine delle due frasi, è la regola secondo cui il generale va menzionato prima dello specifico, e per mostrare che l’attenzione dovrebbe essere data prima a il Suo, che Egli sia Eccelso, Diritto sopra il diritto del Suo servo.
“Guidaci sulla retta via” (versetto 6)
Dopo aver lodato Allah, il servo continua col chiederGli favori dalla Sua generosità e benedizioni. Questo è il modo più virtuoso e corretto di chiedere Allah, cioè lodandoLo prima, e chiedendoGli poi delle cose.
Abu Dawud riferì da Fudalah bin Ubaid che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) udì un uomo supplicare in preghiera. Egli non glorificò Allah e neppure invocò le benedizioni sul Profeta (pace e benedizioni su di lui). Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: “È stato troppo precipitoso”. Poi lo chiamò e disse a lui e a coloro i quali erano lì intorno: “Quando un individuo supplica, dovrebbe iniziare glorificando il suo Signore e lodandoLo, dovrebbe invocare la pace e le benedizioni sul Profeta (pace e benedizioni su di lui), e dopo supplicare Allah per ogni cosa che desidera.” [Abu Dawud]
Quando il servo combina nelle sue suppliche una serie di elementi, quali la sincerità del cuore, la sua devozione, il consacrarsi unicamente ad Allah, e poi lo supplica per ottenere un favore, e lo fa, inoltre, in uno dei sei momenti adeguati, allora è più probabile che la sua supplica venga risposta. I sei momenti sono: durante l’ultimo terzo della notte; al tempo dell’adhan; tra l’adhan e l’iqamah; alla fine delle preghiere prescritte; dal tempo in cui l’Imam sale sul pulpito fino al tempo in cui la preghiera si è conclusa nel giorno di Jumu’ah; l’ultima ora dopo la preghiera dell’Asr.
La parola ‘hidayah’, linguisticamente significa direzione e guida, essa è adoperata in due sensi nel Corano.
Essa viene adoperata col significato di guida e direzione, non tenendo conto del fatto che l’individuo a cui sia stato chiarito [il messaggio] scelga o meno il sentiero della guida.
A tale rispetto vi è il dire di Allah:
“Guidammo i Thamûd, ma preferirono l’accecamento, alla guida. La folgore del castigo umiliante li colpì per quel che si erano meritati” (Corano, Sura al-Fussilat, Esposti chiaramente, 41:17)
Significa ‘Noi abbiamo resa Chiara ad essi la Vera Strada attraverso le parole del Nostro profeta Salih (pace su di lui)’, nonostante ciò, essi non scelsero questa strada come provato dal Suo dire: ‘ma preferirono l’accecamento, alla guida’.
Il secondo aspetto della guida è che Allah, elargendo la Sua grazia sul Suo servo, ha fatto sì che le sua azioni ed il suo cuore si conformino alla Strada della Verità.
La Strada Giusta o Retta Via è il sentiero, come dire il percoso personale, che ciascun individuo che compie il suo viaggio verso Allah attraversa, e non è altro che obbedienza ad Allah e al Suo Messaggero (pace e benedizioni su di lui).
I Salaf avevano descritto la Strada Giusta in varii modi ma la loro descrizione ruotava sempre intorno a questi fatti basici:
il Libro di Allah come affermato da Ali bin Abi Taleib e da altri;
l’Islam come affemato da ibn Abbas, ibn Mas’ud, ad-Dahak e altri;
la religione di Allah oltre la quale Egli non accetta altra, affermato da al-Hanafiyyah;
il Profeta (pace e benedizioni su di lui) e i due Khalifa che lo seguirono come affermato da Abu al-Aliyah e HAsan al-Basri;
la verità come affermato da Mujahid.
Difatti non vi altro che l’obbedienza ad Allah e al Suo Messaggero (pace e benedizioni su di lui).
I Salaf hanno descritto la Strada Giusta o Retta Via in varii modi ma tutte le opinioni sono corrette. Dunque chiunque segua l’Islam, ha seguito il Profeta (pace e benedizioni su di lui) e i due Khalifa che lo successero, cioè Abu Bakr e Omar. Chiunque li abbia seguiti, ha seguito la Verità, e chiunque abbia seguito la Verità, allora ha seguito il Corano, e chiunque abbia seguito il Corano, ha obbedito ad Allah.
Si potrebbe chiedere: allora perché il fedele che è già stato guidato, chiede di essere guidato?
Shaykh al-Islaam ibn Taymiyyah dice:
Il caso menzionato è simile a quello che alcuni chiedono a riguardo del Suo dire: “Guidaci sulla Strada Giusta” (Al-Fatiha 1:6) dicendo: “Se Allah ha già guidato il fedele, che beneficio c’è nel cercare la guida? […] Il significato è cercare la guida nell’agire in accordo con tutto quello che Allah ha ordinato, e lasciare quello che Egli ha reso illecito in ogni faccenda. Questo perché anche se un individuo ha in linea generale, creduto che Muhammad è il Messaggero di Allah e che il Corano è la verità, ha comunque bisogno di sapienza riguardo tutto quello che possa beneficiarlo oppure danneggiarlo. Egli ha bisogno di sapere nei dettagli tutto quello che gli è stato comandato di fare oppure che gli sia stato proibito in tutte quelle aree del sapere in cui non ha alcuna conoscenza. Non solo ciò ma anche ciò di cui ha conoscenza ma che non riesce a mettere in pratica!
Presumento che un individuo sia a conoscenza già di tutti i comandi e le proibizioni contenute nel Corano e nella Sunnah, quest’ultimi (il Corano e la Sunnah) contengono leggi generali ed universali, e dunque non è possibile sapere in dettaglio per una situazione specifica, perciò alla persona è stato comandato di chiedere la guida alla Strada Giusta o Retta Via.
La Guida alla Strada Giusta include: competenza su ciò con cui venne il Messaggero (pace e benedizioni su di lui) in dettaglio, competenza degli ordini generali e interesse ad agire in accordo alla propria conoscenza perché l’avere conoscenza non significa sempre ottenere la guida se non si agisce basandosi su quella conoscenza.
“la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che [sono incorsi] nella [Tua] ira, né degli sviati.” (versetto 7)
Dopo che il fedele ha richiesto di essere guidato alla Strada Giusta, Allah poi prosegue chiarendo ulteriormente quale sia la Strada Giusta, e questo è spiegato dettagliatamente nella Sura an-Nisa (interpretazione del significato):
“No, per il tuo Signore, non saranno credenti finché non ti avranno eletto giudice delle loro discordie e finché non avranno accettato senza recriminare quello che avrai deciso, sottomettendosi completamente. Se avessimo ordinato loro: “Uccidetevi”; oppure: “Abbandonate le vostre case”, solo un piccolo gruppo di loro l’avrebbe fatto. Sarebbe meglio che facessero quello a cui vengono esortati e ciò li rafforzerebbe; [inoltre] daremo loro una ricompensa immensa e li guideremo sulla retta Via. Coloro che obbediscono ad Allah e al Suo messaggero saranno tra coloro che Allah ha colmato della Sua grazia: Profeti, uomini di verità, martiri, gente del bene; che ottima compagnia!”
(Corano, Sura An-Nisa, Le Donne, 4:65-69)
Vi sono coloro che hanno conosciuto la verità ma se ne sono allontanati come gli ebrei e coloro che si comportano alla stessa loro maniera. Dice Allah (interpretazione del significato):
“Fra loro ci sono quelli che fanno finta di ascoltarti, ma, quando sono usciti dalla tua casa, dicono a coloro cui è stata data la scienza: “Che cosa ha detto poc’anzi?”. Essi sono coloro cui Allah ha suggellato i cuori e che si abbandonano alle loro passioni. Quanto invece a coloro che si sono aperti alla guida, Egli accresce la loro guida e ispira loro il timore [di Allah]. “ (Corano sura Muhammad, 47:16-17)
Gli ebrei o coloro che agiscono parimenti, non sono guidati sulla Strada Giusta perché hanno preferito di seguire i propri desideri; dunque pur possedendo la conoscenza, gli ebrei scelgono di non metterla in pratica. Ciò non toglie che se l’uomo è sviato per causa dell’ignoranza, può sempre sperare di elevarsi con la conoscenza, invece se la deviazione deriva dalla libera scelta di preferire i propri desideri, è sicuramente più difficile sperare che si scelga di seguire la Strada Giusta. Per questo vi è l’ammonizione di un forte castigo nei confronti di chi non agisce con la propria conoscenza.
‘al dhallin’:gli sviati, sono coloro che hanno abbandonato la verità per ignoranza e deviazione, come i cristiani. Essi agiscono, ma con ignoranza. Uno dei Salaf affermò: “Chi si svia tra i servi di questa ummah, somiglierà ai cristiani”. Ed infatti vi sono delle sette Sufi che adorano Allah con ignoranza e sviamento.
Secondo un commento di Ibn ‘Abbas (che Allah sia soddisfatto di lui) “coloro che hai colmato dei Tuoi doni” sono i Sinceri (siddiqûn), quelli che hanno avuto il martirio testimoniando la fede (shuhadâ.), i Devoti (salîhûn).
Dire Amin dopo aver completato la recitazione di al-Fatiha
È raccomandato dire ‘Amin’ al termine di sura al-Fatiha, dopo un’opportuna breve pausa dopo aver completato la parola “dallin”, per separare quello che fa parte del Corano e quello che non ne fa parte.
Il significato di ‘Amin’ stando all’opinione della maggioranza dei sapienti è: ‘O Allah rispondi alla nostra supplica’. Maqatil disse che dona forza alla supplica ed è motive di benedizioni.
Sura Al-Fatiha è una cura per le malattie del cuore e del corpo:
La malattia del cuore si verifica per: corruzione della conoscenza o corruzione dell’intento.
Queste due cause conducono a due malattie fatali: sviamento e rabbia. Lo sviamento è il risultato finale della corruzione della , e la rabbia è il risultato finale della corruzione dell’intento. Queste due malattie sono i principali morbi del cuore. Quando si richiede la guida per la Retta Via, si chiede ciò che curerà la malattia dello sviamento.
Se attualizzato, reso reale, tale versetto: ‘Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto” (versetto 5) diventa la cura contro la corruzione dell’intento. Questo perché l’intento è legato agli obiettivi e ai mezzi per raggiungerli. Perciò la cura è scissa in sei parti:
1. Venerare Allah Solo.
2. Fare quello che Egli ha ordinato e legislato.
3. Non farsi sviare dai propri desideri.
4. Non dare credito a semplici opinioni e luoghi comuni della gente.
5. Chiedere ad Allah il Suo aiuto per concretizzare ed attuare quanto sopra.
6. Non fare affidamento su se stessi.
Inoltre il cuore è assediato da due malattie pericolose e distruttive, e tale verso costituisce una terapia contro di esse. Ibn Taymiyyah ha detto:
“Te noi adoriamo” reprime l’ostentazione, e “a Techiediamo aiuto” reprime l’arroganza.
Per quanto riguarda il suo curare le malattie fisiche, questo può essere chiarito dall’hadith di Abu Sa’id, riferito in Sahih al-Bukhari, stando al quale dopo che egli aveva recitato la sura al-Fatiha per curare una persona che era stata punta da uno scorpione, il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) gli chiese: “E come hai fatto a sapere che era una ruqya?”
Sura al-Fatihah comprende il Significato dell’intero Corano
Come si accennava all’inizio di questo articolo, la sura al-Fatiha è stata denominata la Madre del Corano, il perché risiede nel fatto che essa sintetizza succintamente l’interezza del Corano. Siamo in una posizione adesso per poter analizzare ulteriormente questa affermazione inshaa’Allah.
La Sura include affermazioni di Tawhid nelle sue varie categorie:
1.Tawhid ar-Rububiyah: l’Unicità di Allah nella Sua Signoria, contenuto in “Signore dei mondi”.
2. Tawhid al-Uluhiyah: l’Unicità del diritto esclusivo di culto ad Allah, in quanto ogni atto di adorazione deve essere compiuto sinceramente soltanto per Lui, quando Allah dice: “ Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.”
3. Tawhid al-Asma was Sifat: l’Unicità di Allah nei Suoi Nomi ed Attributi che sono perfetti ed unici Solo per Lui: “La lode [appartiene]ad Allah”
Essa ci insegna a lodare e glorificare Allah menzionando i Suoi Bellissimi e Perfetti Nomi ed Attributi.
Ci istruisce riguardo alla Sua Misericordia e la Sua Giustizia.
Ci informa sul Giorno del Giudizio e la ricompensa delle nostre azioni.
Ci insegna che la ricompensa sarà stabilita con giustizia perfetta.
Incoraggia a compiere buone azioni e dissuade dal commettere peccati.
Insegna ai servi di Allah a chiedere Soltanto a Lui, ad umiliarsi e venerare Lui Soltanto e di riporre la propria fiducia e affidamento in Allah Solo.
Ci insegna a chiedere ad Allah continuamente di guidarci sulla Retta Via.
Ci istruisce sui popoli del passato e ci ammonisce dal cadere negli stessi errori e negli stessi atti di trasgressione e sviamento in cui sono incorsi.
Ci insegna ad aspirare alla compagnia di coloro i quali siano franchi e leali, dei martiri e dei retti.

che Allah mi perdoni per ogni errore di interpretazione amin e che ci porti tutti sulla Retta Via amin

 

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