Qual è il compito dei genitori verso i propri figli in una società che non aiuta ad educarli nel modo più corretto?

Qual è il compito dei genitori verso i propri figli in una società che non aiuta ad educarli nel modo più corretto?

Un problema molto comune che si nota nei giovani che abitano in peasi occidentali, è che i loro genitori gli permettono di indugiare in alcune forme di haram (atti illeciti) nella speranza che ciò li preventerà dal commettere un haram peggiore. Ad esempio i genitori permettono ai propri figli di indulgere alla musica nella speranza che ciò li accontenti e dunque freni dal frequentare cattive compagnie oppure lasciare la casa tutto in un colpo. I genitori temono che imponendo la legge di Allah nelle proprie case, i propri figli se ne andranno. Qual è la posizione dell’Islam su questa sorta di compromesso?

La lode spetta ad Allah

In primo luogo:
Il successo o il fallimento dei Musulmani nell’allevare ed educare i propri figli dipende da uno svariato numero di fattori, che indubbiamente include l’ambiente in cui essi vivono, il quale riveste un ruolo fondamentale nel successo o nel fallimento di tale educazione.

(Secondo punto:
I genitori devono comprendere che Allah ha dato loro la responsabilità dei propri figli, e che essi devono adempiere alla fiducia con cui Allah li ha onorati nel Corano. La Sunnah anche conferma quest’ordine in molti ahadith sahih. I testi della Rivelazione ammoniscono anche colui il quale non bada al suo gregge sinceramente e che trascura la fiducia che Allah gli ha confidato.
È stato narrato che Ma’qil ibn Yasar al-Muzani disse: “Ho udito il Messaggero di Allah (pace e benendizioni su di lui) dire: “Non vi è alcuna persona a cui Allah abbia affidato la responsabilità di altri individui, e che morendo non sia stato sincero verso i suoi sudditi, a cui Allah non proibisca il Paradiso.” Stando ad un altro resoconto: “…e che non sia sincero verso essi, che non sentirà il profuma del Paradiso.” Narrato da al-Bukahri (6731) e Muslim (142).

In terzo luogo:
Allah ha ordinato a coloro che hanno la responsabilità di educare i figli sin da quando sono piccoli di obbedire ad Allah e di amare l’Islam. Anche se essi non dovranno render conto delle proprie azioni in quanto non hanno raggiunto ancora la pubertà, non si dovrebbe certo aspettare la pubertà per educarli, guidarli e dirgli di obbedire ad Allah, perché nella maggior parte dei casi a quell’età (cioè la pubertà) non vorranno più accettare a meno che non siano stati educati in questo modo ed abbiano imparato dalle proprie famiglie sin da piccoli. Per questo i genitori hanno l’ordine di insegnare ai bambini come pregare dall’età di sette anni e persino di sculacciarli se non pregano a dieci anni. I Sahaba solevano far digiunare i propri figli giovani, in modo da farli abituare ad amare l’Islam ed i suoi rituali, così che, una volta mature, gli fosse naturale seguire i suoi comandi e tenersi lontani dalle cose che sono proibite. È stato narrato che ‘Abd-Allah ibn ‘Amr disse: Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) ha detto: “Insegnate ai vostri figli a pregare quando hanno sette anni, e sculacciateli se non lo fanno quando hanno dieci anni, e separteli nei letti.” Abu Dawud (495), classificato come sahih da al-Albani in Sahih Abi Dawud.
È stato narrato che al-Rubayi’ bint Mu’awidh ibn ‘Afra’ disse: “La mattina del giorno di ‘Ashura’, il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) mandò un messaggio ai villaggi degli Ansar attorno a Medina, dicendo: “Chiunque abbia iniziato digiunando, e chiunque non abbia iniziato il digiuno, che completi il resto del giorno (senza cibo).”
A seguito di tale avvenimento solevamo digiunare quel giorno e facevamo digiunare anche i nostri figli, persino i più piccoli in sha Allah. Facevamo dei giocattoli di lana, e se qualcuno piangeva per fame, gliene davamo uno finché fosse tempo per interrompere il digiuno.
Narrato da al-Bukahri (1960) e Muslim (1136)
Così come bisogna incitarli a compiere atti di adorazione, allo stesso tempo bisogna impedirgli di commettere azioni haram. Se il fanciullo compie un atto di adorazione, vi sarà ricompensa per lui e per colui il quale glielo ha insegnato e lo ha incoraggiato a compierlo. Per quanto riguarda, invece, il commettere atti di disobbedienza o peccati, il minorenne non pecca, piuttosto colui glielo ha consentito, lasciandogli la porta aperta e non prevenendolo, è colui che sta peccando. Per quanto riguarda colui che gli ha detto di farlo, egli è considerato come colui che lo compie.
Anche se un bambino non è responsabile, il suo guardiano lo è, e non gli è dunque permesso di favorirlo nel commettere atti haram, in quanto il bambino si abituerà a farlo e sarà molto difficile farlo smettere.
Ibn al-Qayyim (che Allah ne abbia misericordia) disse: “Colui che si mostra negligente nell’insegnare a suo figlio ciò che può arrecargli beneficio e lo lascia senza guida, ha compiuto una brutta azione. La corruzione della maggior parte dei bambini è dovuta all’atteggiamento dei propri genitori e alla negligenza di questi ultimi (nei confronti dei proprio figli), perché essi hanno trascurato di insegnargli gli obblighi e la Sunnah dell’Islam. Dunque essi sono stati negligenti quando i figli erano piccoli, ed una volta maturi, i loro stessi figli, diventeranno incapaci di beneficiare se stessi o i propri genitori.”

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